Fuitine in Kirghizistan

Nella regione Issyk-Kul del Kirghizistan la tradizione regna sovrana. Il polo viene ancora praticato con una capra appena uccisa e gli uomini sposano le donne alla vecchia maniera: le rapiscono per strada e le costringono a diventare loro mogli. Il rapimento della sposa è un’usanza antica che è tornata in voga dopo la caduta del comunismo e ora rappresenta quasi la metà di tutti i matrimoni. Abbiamo viaggiato per la campagna del Kirghizistan per seguire e aiutare un giovane sposo di nome Kubanti mentre stupisce la sua fidanzata Nazgul con il suo dono di matrimonio/rapimento.

Nella seconda parte, una donna del posto piange il suicidio della figlia causato proprio dal marito-rapitore, mentre Kubanti e i suoi amici vanno a prendere con la forza la sua futura sposa, che urla e scalpita mentre viene portata nella iurta nuziale.

Nella terza parte, la zia di Kubanti cerca di convincere la giovane rapita che il ragazzo della sua famiglia (aka, il suo rapitore) è il suo Mr. Perfetto.

Nella quarta parte, la famiglia dello sposo incontra i nuovi suoceri e cerca di fare ammenda per aver rapito la loro figliola. Alla jurta invece, la coppietta felice prende i voti e si dirige al talamo (che funge anche da cucina).

Nella quinta parte, il giorno dopo il rapimento-matrimonio, Kubanti e Nazgui cominciano la loro nuova vita come moglie e marito.


Articolo riportato da

La foresta dei suicidi di Aokigahara

La foresta di Aokigahara è la destinazione più popolare fra i suicidi in Giappone. Da quando è stato pubblicato il romanzo Kuroi Jukai, in cui un giovane innamorato si suicida nella foresta, la gente ha cominciato a togliersi la vita lì ad un ritmo di 100 morti all’anno. Il posto è talmente pieno di cadaveri che la Yakuza paga i barboni affinché entrino di soppiatto e rubino i corpi. Le autorità rimuovono i corpi solo una volta all’anno, dato che la foresta si trova ai piedi del Monte Fuji ed è troppo piena di gente per essere sorvegliata più attivamente.

Vecchi appunti…

Post it ritrovati sepolti fra milione di altra spazzatura del pc,
datati “17-Jan-09 15:40″

 

Post-it 1:

Cosa sono i sogni? Oltre una rimescolanza di immagini e ricordi, certo. Ultimamente comincio a chiedermelo sempre più spesso. continuamente attanagliata da ricordi vividissimi e dettagliatissimi, con continuamente presenti determinate persone e densi di particolari angoscianti, comincio a pensare di essere io a cercare di trasmettermi qualcosa. ma cosa? che bella domanda… è che se sapessi la risposta di certo non sarei qui ora e non mi sarei fatta tutte quelle seghe mentali negli ultimi periodi. e poi ci sono ancora un paio di dettagi che devo rivedere… dettagli riferiti alle importanze e precendenze nella mia vita. devo anche capire se sono alla ricerca di qualcosa in qualcuno… non mi sento a caccia. eppure… la chiarezza di certi miei segnali anche a me stessa mi fa credere il contrario ogni giorno sempre più. La cosa mi turba un poco direi… In effetti non solo poco.

A tal proposito mi permetto di  linkarmi da sola una bellissima striscia proprio su tale argomento… Tutta da scrollare: Il sonno senza ragione è uno spreco d’inchiostro.

Post-it 2:

IRTOREI
Cosa accomuna fra loro persone così diverse come provenienza e credo, eppure così simili sotto alcuni determianti aspetti? Li raggruppi assieme con una caratteristica, ad esempio una particolare lettura, e subito li riconosci non solo per determinati generi musicali, gusti personali, attività culturali, ma anche per tratti meno comuni come aspetto fisico, o ancor più curioso, tratti somatici prettamente genetici. La cosa mi incurioscisce molto, e mi piacerebbe poterla approfondire in maniera più statistica e precisa, non solo a pensieri e parole. Mi pacerebbe poter sottoporre un test, una serie di quesiti o qualcosa di simile ad esempio, da cui poter poi trarre qualche conclusione, ma non penso che ce ne sarebbe mai l’opportunità, se non in un futuro non poi così prossimo. E non credo nemmeno all’assoluta veridicità delle risposte.

In fondo al pozzo

Ed ho imparato che è profondamente inutile impegnarsi nelle cose, perchè di per sè è inutile e dannoso credere nelle cose, illudersi e spendersi più del necessario. E’ inutile abbandonarsi e rilassarsi, adagiarsi nella convinzione che in fondo il mondo sia migliore di quanto non si creda. Il mondo è una merda, e tale resta. Mai bisogna serenamente cadere nell’illusione d’aver trovato una pace, un momento di quieta benestanza, è solo un’illusione e ben presto si tornerà nel baratro dove tutto sempre torna, dove le lacrime fanno da padrone e dove ci si rende conto ancora una volta che tutto è stato vano ed il destino non può essere cambiato. Basta, basta illusioni, basta quieto decantare in progetti, sogni e illusioni. Da qui non si esce.

Il tempo scorre inesorabile

Ultimamente… Non so, faccio molta fatica a scrivere, nonostante continui a passare per queste pagine. E mi rendo sempre più conto di non riconoscermi quando scrivo. Ora come ora, non sarei in grado di scrivere nuovamente cose come quelle già pubblicate, nonostante il desiderio cominci a essere pressante. Probabilmente gli eventi del mese prossimo mi ridaranno energia e materiale su cui lavorare, lo scorso anno fu’ un periodo piuttosto laborioso quello.





Nel mentre pubblico, un po’ a memoria mia, un po’ a dimostrazione di due fra le cose che più amo, questo video.

Dio, come mi piacciono i lupi.

Dio, quanto mi manca la musica.

Ciao Daniel…

daniel...

Fermate tutti gli orologi, isolate il telefono,
fate tacere il cane con un osso succulento,
chiudete i pianoforte, e tra un rullio smorzato
portate fuori il feretro, si accostino i dolenti.
Incrocino aeroplani lamentosi lassù
e scrivano sul cielo il messaggio: Lui È Morto.
[...]

Funeral blues (W. Auden)

Daniel… Ci rivedremo, un giorno. Ed è una promessa. Ti Voglio Bene…

Frammenti di Memoria

Ciò che resta
è solo il ricordo,
e chi può ancora ricordare…
e chi non ricorda più…

 

Ciò che resta… …I frammenti del mio mondo

Questi non sono che
frammenti del nostro
mondo, del mio mondo.
Tutto ciò che resta
di coloro che furono,
di ciò che è stato.

Non è molto più
del pallido riflesso
ed il freddo bagliore
di scheggie di vetro
in una soffitta perduta,
di fiocchi di neve
nel fioco pallore del mattino.

Ma sono pur sempre le gemme
nello scrigno della nostra vita,
che seppur logorate dal tempo
racchiudono al proprio interno
la magia dei giorni vissuti.

Non pretendo vengano capite.
Non pretendo vengano considerate.
Vorrei solo non venissero dimenticate.

Per me,
sono le calde lacrime
perdute sulla spiaggia
in una serata d’autunno.
Storie ed emozioni che, forse,
mio figlio non conoscerà mai.

Per quanto ancora?

Me 22.04.09 15.40 circa

panico

Cosa sia, non lo so.
Perchè avvenga, meno che meno.
L’unica cosa che so è che mi spaventa, e non poco.
Ma non solo me, anche chi mi capita vicino prende molta paura.
Non riesco a capire cosa sia… Parte come una forte sensazione di deja-vù, poi una “vampata” che dal petto sale fino alla testa che, fulminea, mi annuncia il distaccamento (a questo punto mi sto già rendendo conto di ciò che so mi starà per accadere), seguito da immagini, che si ammassano sugli occhi e nella mente, in cui rivedo ma soprattutto RIVIVO scene che so aver già vissuto, visto, sognato(!). Persone che so appartenere a sogni che negli anni ho rimosso ma a cui subito ricollego la vista, senza il minimo dubbio.
Non so dire quanto duri.
Ad un certo punto, oltre al cuore, unica cosa che sento, rincomincio a vedere, riprendere coscienza di dove sono, so che il peggio sta passando, ma ancora non riesco a reagire o rispondere agli stimoli (ancora non sento d’esser toccata), sono come paralizzata. Comincio a sentire anche i suoni e talvolta un’altra vampata di calore salire alla testa.
E poi viene la di paura, se non prima.
Non riesco a capire quanto duri, a volte sembra un attimo, altre un’eternità.
Certo è che, mi dicono, inizio a respirare affannosamente, rapidamente,
guardo il vuoto e non rispondo neanche al dolore di uno schiaffo. Ed io, di là, ho queste scene, a volte sono anche ricordi stessi delle volte precedenti in cui questo avviene, la maggior parte invece non li riesco mai a ricordare.
Da ieri sera mi è successo 3 volte, sono un po’ spaventata. Ho paura, alle volte credo quasi sia un attacco di panico. E ho paura anche nel caso in cui dovessi guidare o trovarmi sola, non so nemmeno dove sono quando avviene. Cioè si, lo so, ma non mi ci sento davvero. Non so come farò a suonare, oggi.

Ora che ci penso, ma non so se possa centrare, questa notte ho faticato molto a prendere sonno, e anche nel corso della nottata a dormire. Eppure,
è uno dei periodi in cui ho meno pensieri per la testa.

Sono già passati diversi minuti, eppure ho ancora il cuore accellerato e
la sensazione d’affanno.
Curioso, oggi era anche la prima volta che non accendevo subito il lettore MP3 appena salita sul bus, ricordo di aver pensato di sentirmi nauseata… Un segnale?

Scelta nel cuore

Io te lo avevo detto che bastava tenere duro, impegnarti un poco
in quello che facevi, ma tu no! Non mi ascoltare!
Mi raccomando, fai quello che vuoi!

Lasciami stare…

No invece! Non ha senso tutto quello che stai facendo,
ti stai solo logorando inutilmente, apri gli occhi insomma!

…Nel mio buio, la luce non mi può ferire.

…Sei davvero cosciente della scelta che hai fatto?